Come tutto e iniziato…
La Conchiglia nacque da un passo dopo l’altro, su un sentiero polveroso che attraversava colline e villaggi. Ero sul Cammino di Santiago, con lo zaino sulle spalle e una mappa consumata tra le mani. Ogni mattina mi svegliavo al suono dei miei passi e ogni sera la strada mi offriva un riparo: una porta aperta, un sorriso, un materasso caldo. Fu proprio in quel ritmo di partire e ritornare a germogliare l’idea di un luogo che ospitasse chi viaggia.
Una sera, sulla spiaggia di un piccolo porto dove il sentiero incontrava il mare, trovai una conchiglia lucida abbandonata nella sabbia. La presi e sentii subito qualcosa di familiare: la forma semplice e protettiva, la cavità che conserva il suono del mondo, il segno di ogni onda che l’aveva sfiorata. La conchiglia mi parlò della casa che protegge, del viaggio che accoglie, della traccia lasciata da chi passa. Capì allora che il nome doveva essere La Conchiglia.
La conchiglia è simbolo di ospitalità: come lei, le nostre camere offrono riparo a chi cerca un punto di sosta durante il viaggio della vita. È simbolo di ascolto: raccoglie i sussurri del mare così le nostre stanze ascoltano le storie dei viaggiatori. È simbolo di viaggio e ritorno: la sua spirale racconta il movimento che porta lontano e insieme conduce verso il centro, verso un luogo dove ritrovare sé stessi.
Così nacque La Conchiglia: un piccolo rifugio pensato per chi cammina, per chi sogna, per chi ama fermarsi. Ogni porta è un’eco del sentiero, ogni letto una pausa benvenuta, e ogni ospite lascia, come un’onda sulla sabbia, una traccia che rende la casa sempre più ricca.